IL NUMERO DI TEL DA CHIAMARE: 055.56.64.23

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Qualunque sia il tuo problema lo affronteremo insieme.

La linea di ascolto telefonico nasce per dar modo a tutti i genitori sia in fase di separazione sia separati di potersi sfogare senza filtri, di poter raccontare la propria versione dei fatti senza dover essere politically correct, i figli fanno impazzire? l’ex si è riaccompagnato? le difficoltà economiche sono insostenibili? Qui potrete dare libero sfogo ai vostri pensieri e trovare delle voci amiche che vi ascoletranno e consiglieranno in modo neutrale. Se poi ci dovesse essere bisogno di un supporto professionale la chimata potrà essere inoltrata ad un professionista per una consulenza specifica.

Professoressa Mancaniello, come è nato l’interesse dell’università per Gengle?
Dal punto di vista scientifico è interessante capire cosa porta 55mila persone, (cioè un’enormità in un periodo storico come questo), a cercare in una comunità come Gengle le risposte che evidentemente non pensano di trovare nel contesto sociale generale. Viviamo in una società in cui gli individui si sentono soli e isolati, quindi siamo di fronte a una novità interessante.
Cosa deve aspettarsi chi telefonerà alla Linea di Accoglienza?
Intanto abbiamo scelto di usare il telefono perchè è il medium più utilizzato da tutti noi per parlare dei nostri problemi. L’idea è quella di offrire un ascolto che potrebbe assomigliare a quello che ci darebbe idealmente il vicino di poltrona in aereo: la libertà di raccontarci liberamente senza pregiudizi né giudizi perchè in fondo sappiamo che dopo quel viaggio ognuno andrà per la sua strada. Dare voce e parole ai propri pensieri è già una prima grande forma di elaborazione, e chi ci ascolta – se lo sa fare – dà già un grande aiuto a far compiere questo processo.
Cosa devono fare gli operatori? C’è un protocollo di risposte?
Devono dare prima di tutto accoglienza. Qualche indicazione: creare condizioni di silenzio, lasciare liberi gli interlocutori di presentarsi o no, svolgere un ruolo da specchio facendo le domande che aiutano a definire il meglio possibile se stessi e i propri problemi, usare parole calde non fredde. Poi aggiusteremo il tiro strada facendo con la nostra supervisione.
Quindi non sono terapie psicologiche al telefono, giusto?
Assolutamente no. Al telefono rispondono dei volontari che noi formiamo, ma il servizio mira a far si che l’operatore abbia un ruolo più simile possibile a quello di un amico che chiameresti per dirgli che stai male e che hai bisogno di aiuto.
La differenza è che qui sei sicuro di poterlo fare in totale libertà e di ricevere l’aiuto più mirato possibile. Inclusi i professionisti a cui eventualmente puoi rivolgerti per sostegni legali o psicologici o scolastici di cui potresti avere bisogno.

INTERVISTA ALLA DOTT.SSA MANCANIELLO

PRESENTAZIONE LINEA DI ASCOLTO

VIDEO PROMOZIONALE LINEA DI ASCOLTO

IL SONDAGGIO DI GENGLE

La redazione di Gengle ha effettuato un sondaggio fra gli iscritti per cercare di capire quali potessero essere i maggiori problemi dei genitori separati o quelli in fase di separazione, abbiamo creato un team di esperti relazionali capitanato dalla dott.ssa Mancaniello dell’università di Firenze per realizzare un periodo di test per la linea di ascolto e quello che è venuto fuori è che spesso le persone hanno solo bisogno di ascolto, di sfogarsi, di poter raccontare quanto gli sta capitando ad una persona che sappia ascoltare.  I dati del nostro sondaggio raccontano che:

il reddito è sufficiente, titolo di studio medio alto, un tetto sicuro sulla testa, alle spalle un matrimonio o una convivenza che in un caso su due non ha scollinato i 15 anni (in perfetta linea con i dati Istat); un figlio o al massimo due che solo in parte hanno saputo della separazione da entrambi i genitori e che nelle situazioni più complesse tendono a farsi carico della felicità dei genitori; ancora qualche guerra di troppo fra ex coniugi; una tendenza da parte delle mamme a centralizzare la gestione dei figli e da parte dei padri – viene da dire: di conseguenza – a non rispettare sempre gli accordi. È questa, in estrema sintesi, la fotografia che esce dal nostro sondaggio esclusivo fra i genitori separati o divorziati composto secondo le caratteristiche della comunità Gengle (due terzi donne e un terzo uomini, fascia di età concentrata fra i 35 e i 55 anni). La goccia che ha fatto traboccare il vaso? Ancora quella, il tradimento, causa della separazione per il 36,2 per cento degli intervistati.

 

LE VULNERABILITÀ GENITORIALI

Nonostante la situazione economica non disperata della maggioranza degli intervistati, è proprio la questione-soldi il settore in cui i genitori single si sentono più vulnerabili (lo hanno dichiarato il 35,31% degli intervistati). Perché un conto è campare tutti con un’entrata media di 1.500 euro, per dire, un altro conto è dividere la famiglia e le spese in due. Separarsi è un passo che non tutti possono permettersi e che richiedebbe più aiuti anche da parte dello Stato. Gli altri settori di vulnerabilità? Il secondo è quello psicologico (24%), spiegato soprattutto così: “solitudine nell’affrontare i problemi quotidiani” (quasi 1 su 2), “eccessiva responsabilità”, “paura di sbagliare con i figli” (1 su 3) o “di deluderli” o “di perdere il loro affetto” (soprattutto i papà). Il terzo fattore di fragilità è quello sociale, inteso come “perdita di spazi propri”, “paura di non essere accettati”, “perdita dello status”, “declassamento sociale”, “diminuzione del tenore di vita”.

 

I FIGLI CONTESI

I papà vorrebbero vederli di più, le mamme si lamentano molto della scarsa presenza dei padri ma alla domanda “vorresti vedere più o meno i tuoi figli” quasi tutte le mamme rispondono “va bene così”. Il sospetto di una certa schizofrenia nei desideri materni nasce spontaneo.

 

IL CONTRIBUTO PER I FIGLI

La quota per il mantenimento dei figli è stata decisa di comune accordo in 1 caso su 2. E la media stabilita per figlio è fra 200 e 300 euro al mese (31% dei casi), fra 300 e 400 (per il 25%) e fra 100 e 200 (nel 21%). Una cifra congrua? No per il 72,4 per cento del campione femminile, che fra l’altro denuncia un taglio sistematico e unilaterale dell’assegno dovuto. Che fare in questi casi? Troverete molte informazioni utili di avvocati e giuristi. Ma è sulle spese straordinarie che si consuma il più alto tasso di conflittualità (e contraddizioni). Solo il 64% degli ex coniugi dichiarano di spartire a metà i costi fuori bilancio, gli altri o pagano lamentandosi parecchio o vanno avanti a denunce, recriminazioni e (spesso vane) carte bollate. Pochi risultati, hainoi, e molto rancore.

CHI C’E’ DIETRO AL PROGETTO:

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Prima di ‘partire’ con la linea di ascolto è stato necessario scrivere il progetto, creare un protocollo e soprattuto testare il servzio, la linea è stata a disposizione degli utenti per 6 mesi e a rispondere al telefono c’erano proprio i fondatori del progetto, per capire al meglio il progetto, per capire le esigenze di chi chiamava e per affinare le metodologie di risposta da dover poi trasmettere ai volontari.

FRANCESCO LAVAGNA

Laureato in Scienze dell’Educazione e della Formazione, e laureando nel corso di Scienze dell’Educazione degli Adulti e Scienze Pedagogiche all’Università di Firenze. Faccio parte da Dicembre 2017 della Segreteria Tecnico-Scientifica della Cattedra UNESCO UNIFI sullo Sviluppo Umano e Cultura di Pace. La mia esperienza professionale e il mio percorso di formazione mi hanno dato gli strumenti e i metodi per poter essere efficace nella relazione d’aiuto. Grazie ai molteplici viaggi ho avuto l’opportunità di continui confronti multiculturali che hanno ampliato notevolmente le mie competenze.

PAOLA MANCANIELLO

Frequento il 3° Anno di Master in Counseling Espressivo. Grazie al quale ho scoperto un concetto di aiuto che mi ha subito affascinato. Un metodo non direttivo, centrato sulla persona, il cui il punto di forza è fare da specchio all’interlocutore per stimolare una migliore conoscenza di se stessi e acquisire nuove consapevolezze. L‘ascolto ha sempre fatto parte del mio essere, mi viene naturale osservare e ascoltare le persone. Fin da piccola se mi accorgevo che nell’altro c’era qualcosa che non andava, sentivo sorgere spontanea la voglia di dare il mio aiuto anche solo con una parola, come a dire: ci sono, se hai bisogno puoi contare su di me!

ANDREA SANTI

Laureato in “long life Learning” presso l’UNIFI, mi impegno a far collimare con umiltà e professionalità le più recenti teorie pedagogiche con la gestione non violenta dei conflitti, fermamente convinto c he l’ascolto, l’empatia e i “perché” sono alla base di una buona relazione di sostegno e di aiuto. Avvalendomi quotidianamente del T.D.O., dell’A.D.D. (Parkour) e della meditazione come mezzi di interazione spazio-mente, cerco di accompagnare le persone attraverso un confronto generativo con i loro schemi mentali, le loro emozioni e il loro modo di leggere il mondo relazionale che le circonda.

MARINA SEGHETTI

Laureata in educazione e Psicologia Istituzionale e Organizzativa, con specializzazione a indirizzo Psicoanalitico.

Ho dedicato le mie energie allo sviluppo della persona e dei gruppi. Sono International Coach, e International Outdoor Team Coach. Ho una formazione varia in altri settori ed esperienze di vita, che mi permette di avere una particolare visione e un approccio peculiare ai problemi affrontati.

Partecipa a gruppi di ricerca indipendenti con lo scopo di studiare la tendenza dell’etica e la integrazione delle religioni.

ALESSANDRO DE AMICIS

Psicologo iscritto all’Ordine degli Psicologi. Appassionato di psicologia analitica e dinamica, ai legami familiari, alle relazioni genitoriali, di coppia e i rapporti interpersonali in genere. Da sempre dedito all’ascolto, alle relazioni d’aiuto e alla ricerca interiore, sono Operatore Olistico Trainer iscritto alla S.I.A.F. (Società Italiana Armonizzatori Familiari, Counselor, Counselor Olistici e Operatori Olistici), pratico meditazione, tengo incontri di gruppo di introduzione alla meditazione come strumento di crescita personale e investigazione dei meccanismi mentali. Studio buddhismo tibetano presso l’Istituto Lama Tzong Khapa e sono appassionato di filosofie orientali e medicina naturale

GABRIELE CAPASSO

Iscritto alla facoltà di Scienze dell’educazione e della formazione dell’Università di Firenze.Sono membro della Segreteria Tecnico Scientifica della Cattedra Transdisciplinare Unesco. Frequento la scuola di Counseling Biosistemico, un approccio olistico orientato alla relazione d’aiuto basato sull’empatia corporea, l’ascolto profondo e l’emozione e che mira a potenziare nella persona la capacità di gestire e padroneggiare le proprie emozioni. Ricercatore di Paramita Lab e U-Shape per la formazione di persone orientate al cambiamento personale e con la necessità di migliorare la propria vita personale e professionale. Fondatore dell’ass. Gaia Mondi Possibili, operiamo per promuovere attività legate alla crescita personale, sostenibilità ambientale ed ecologia.

I SUPPORTER DEL PROGETTO:

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Il progetto della Linea di Ascolto è stato realizzato grazie al supporto economico del Consiglio Regionale della Toscana e alla Regione Toscana che ha capito profondamente quanto questo servizio possa essere importante per chi si trova in difficoltà.

Grazie al supporto del Consiglio Regionale della Toscana, il 30 settembre 2018 abbiamo presentato la Linea di Ascolto Telefonica professionale e le considerazioni nate durante la fase di sperimentazione dei servizio svolta dai nostri educatori, counselor e coach:

durante questo momento di condivisione pubblica, e grazie all’entusiasmo dei presenti, abbiamo deciso di aprire anche una linea di ascolto cui rispondano – non dei professionisti – ma un gruppo di nostri volontari, per far sì che il servizio di ascolto offerto possa essere di tipo amicale e possa, inoltre, coprire più ore della giornata. I nostri esperti relazionali formeranno i volontari che prenderanno in mano la linea di ascolto sotto l’attenta supervisione della prof.ssa Mancaniello dell’Università degli Studi di Firenze.

I nostri volontari usufruiranno di un percorso formativo che li prepari all’ascolto attivo, privo di pregiudizi e attento alla voce di chi vi si rivolge con la necessità di dare libero sfogo alle proprie emozioni e di riempire un momento di profonda solitudine. Per i casi più problematici, dove non basta l’ascolto amicale offerto dai nostri volontari, sarà messo a disposizione un supporto di tipo professionale. Durante il percorso formativo, infatti, ai nostri volontari sarà insegnato a riconoscere i casi più problematici – per i quali lo sfogo con un amico non è sufficiente – e a dirottarli verso il servizio curato dai nostri esperti relazionali. La Regione Toscana coprirà il 70% dei costi per la formazione dei volontari, grazie ad un contributo ottenuto mediante la partecipazione ad un bando rivolto alle associazioni.

INTERVISTA ALLA DOTT.SSA MARIA RITA MANCANIELLO

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(Docente di Pedagogia dell’Adolescenza e di Pedagogia sociale Program Coordinator della Cattedra Transdisciplinare Unesco in Sviluppo Umano e Cultura di Pace):