Servizio gratuito di mediazione familiare a Firenze

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Servizio attivo da Marzo 2019 grazie al contributo della Regione Toscana.

È disponibile presso lo studio della Dott.ssa Silvia Carcasci in via Luca Landucci 12 (Firenze), un servizio gratuito di consulenza alla mediazione dei conflitti familiari, rivolto ai genitori che stanno attraversando un periodo di conflitto.

La consulenza si svolgerà in tre incontri e avrà l’obiettivo di facilitare le madri e i padri a prendere consapevolezza che rimarranno sempre genitori nonostante la rottura del legame di coppia.

Come accedere al servizio e orari:

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Si potrà accedere al servizio previo Sms/WhatsApp inviando un messaggio alla Dott.ssa Silvia Carcasci al numero 339/5983765

Potremo offrire gratuitamente una “consulenza nella mediazione dei conflitti familiari”: 2-3 incontri compreso il primo di

Il servizio di consulenza alla mediazione dei conflitti sarà disponibile gratuitamente fino al raggiungimento della quota coperta col contributo di Regione Toscana. Le richieste successive saranno offerte agli associati Gengle Onlus a tariffe convenzionate.

COSA E’ LA MEDIAZIONE FAMILIARE:

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I servizi di mediazione dei conflitti familiari mirano a ristabilire la comunicazione tra i genitori in conflitto, separazione o divorzio, aiutandoli – in coppia o singolarmente – a focalizzare l’attenzione sulle necessità dei figli e facilitandoli a prendere consapevolezza che rimarranno sempre genitori nonostante la rottura del legame di coppia.

La mediazione familiare si configura come un percorso di breve durata (6-12 incontri) guidato da un professionista neutrale che accompagna e sostiene i coniugi durante il processo di separazione e di divorzio.

La mediazione familiare:

mette i figli al centro del percorso e lavora per il loro benessere

sostiene i genitori nel passaggio da coppia coniugale a coppia genitoriale

lavora con la madre e con il padre per riaprire un canale comunicativo, indispensabile perché entrambi possano davvero continuare a fare i genitori

ricerca il raggiungimento di un accordo condiviso che dovrà risultare il migliore per tutti e che potrà riguardare gli aspetti emotivi, organizzativi ed economici della trasformazione familiare

previene o contiene i danni provocati ai figli da una separazione altamente conflittuale

Il gruppo di parola

Sulla base delle richieste pervenute, verranno attivati, inoltre, dei gruppi di parola per bambini, ragazzi o adulti che stanno vivendo la separazione o il divorzio.

Il gruppo di parola è uno spazio per “dare parola” alle esperienze e alle emozioni che si vivono durante le trasformazioni familiari e per sdrammatizzarle condividendole con gli altri ed è un luogo di incontro, di scambio e di confronto.

Nel gruppo di parola bambini e ragazzi possono esprimere ciò che sentono attraverso la parola, il gioco, la lettura, la scrittura ed il disegno e possono condividere con i coetanei l’esperienza della trasformazione familiare, per imparare ad accettarla e viverla in modo diverso.

Il gruppo di parola si realizza attraverso 4 incontri con i bambini, di 2 ore ciascuno. Nella seconda parte dell’ultimo incontro partecipano anche i papà e le mamme, per uno scambio tra genitori e figli.

È previsto un primo incontro informativo con ogni coppia di genitori e, a richiesta, un incontro conclusivo di confronto.

Ai fini dell’iscrizione al gruppo di parola dei minori è richiesta l’autorizzazione scritta di entrambi i genitori.

La dott.ssa Silvia Carcasci

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Mediatore Familiare A.I.Me.F. - Child Inclusive Mediator - Conduttore Gruppi di Parola - Referente Toscana Progetto Cpì-Fondazione Paracelso Onlus

Silvia Carcasci, dopo un diploma in lingue estere si laurea con vecchio ordinamento presso l’Ateneo fiorentino in Psicologia Clinica e di Comunità; fa seguito a questo il conseguimento del Diploma di Mediatore Familiare e i successivi Diplomi specialistici come Conduttore di Gruppi di Parola e Child Inclusive Mediator. Moglie e mamma, pratica la sua professione a 360°, interessandosi di tematiche familiari, di coppia, genitoriali, collaborando con Istituti Scolastici, Tribunali, Studi Legali e continuando a formarsi costantemente in materia di Mediazione Familiare.

Svolge privatamente la propria attività di Mediatore Familiare presso il proprio studio a Firenze. Da anni responsabile referente per la Toscana del progetto nazionale “Cominciamo da Piccoli” di Fondazione Paracelso di Milano, ha stabilito una collaborazione tra questo ente e A.I.Me.F., occupandosi delle famiglie dei piccoli pazienti emofilici, con un sostegno mediativo a livello di relazioni interpersonali e nel rapporto con Centro Emofilia di Careggi, i medici, la Scuola e le Istituzioni. Collabora con l’Avv. Guelfo Salani e la Dott. Donata Nardi in materia di famiglia e realtà LGBTQ.

Bigenitorialità responsabile

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Il progetto nasce per dare una risposta al bisogno di sostegno della famiglia monogenitoriale, nelle varie fasi della sua evoluzione, al fine di prevenire e favorire il superamento delle situazioni di vulnerabilità psicologica, relazionale, sociale ed economica prima che scivolino nella povertà materiale ed educativa e nell’esclusione sociale, per promuovere l’empowerment di tutto il sistema famiglia in quanto soggetto attivo e risorsa essenziale per gli individui che lo compongono e per la società.
Il fulcro di tutto il progetto risiede nel concetto di “bigenitorialità responsabile” che unisce quello di “responsabilità genitoriale”, capacità di prendersi cura e di rispondere in modo adeguato ai bisogni affettivi e materiali dei figli secondo le loro capacità, inclinazioni naturali e aspirazioni, a quello di “bigenitorialità”, diritto di ogni figlio a mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con entrambi i genitori, a ricevere da entrambi cura, educazione e istruzione, nonché a conservare rapporti significativi con i nonni e con altri eventuali parenti di entrambe le parti, anche dopo la separazione o il divorzio.
Il diritto alla bigenitorialità, contenuto già nella Convenzione sui diritti del fanciullo del 1989, resa esecutiva in Italia nel 1991, è stato riconosciuto in Italia dalla legge n. 54 del 2006 che riconosce il principio della bigenitorialità attraverso l’affido condiviso.
Bigenitorialità non significa trascorrere uguale tempo con entrambi i genitori, ma significa partecipazione attiva da parte di entrambi i genitori nel progetto educativo, di crescita, di assistenza della prole, in modo da creare un rapporto equilibrato che in nessun modo risenta dell’evento conflittuale della separazione.
La bigenitorialità però, in Italia, a tutt’oggi rimane quasi del tutto inapplicata nel suo significato più profondo. Per questo motivo occorre promuovere una responsabilità educativa condivisa che riconosca nella famiglia la prima forma di società al cui interno ha inizio il processo educativo, per una crescita sana ed equilibrata che continui anche nel momento in cui la famiglia attraversa una trasformazione.
Il progetto sperimenterà e realizzerà una serie di interventi multidisciplinari e di servizi innovativi integrati che agiranno sui diversi componenti della famiglia monogenitoriale (madri e padri separati, genitori single, figli, nonni) e sui professionisti che, con funzioni e competenze diverse, operano sulla sistema famiglia, per offrire interventi e servizi di promozione delle risorse, di prevenzione, di sostegno, di consulenza e di formazione.

Mediazione e genitorialità

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10 video per orientarsi in caso di separazione.

1. La Mediazione Familiare: cosa è, a cosa serve

La mediazione familiare: cosa è, a cosa serve: anche se presente sul territorio nazionale da oltre 30 anni, la MF si può ancora considerare una professione “giovane” e, per la maggior parte delle persone, sconosciuta o quasi. Ancora frequentemente confusa con azioni legali o terapia, spesso fatica a definire il proprio spazio, non antagonistico, ma collaborativo, con questi tipi di servizi. In questo video proverò a spiegarti cosa è, cosa non è, chi è il MF e soprattutto quando e perché può esserti utile rivolgerti alla mediazione.

3. Le mie due case

Le mie due case: dopo una separazione i figli dovranno imparare a dividersi tra le due nuove abitazioni dei genitori, a volte conosciute, altre totalmente nuove e diverse; anche se i bambini sono profondamente resilienti e plastici, è necessario renderli partecipi in maniera positiva di questa nuova realtà, tenendo conto della loro età, delle loro abitudini ed attitudini e del legame che coltivano con ciascun genitore. In questo video proverò a raccontarti come fare e a darti qualche suggerimento pratico.

5. La Child Inclusive Mediation: cosa è, a cosa serve

La CIM: cosa è, a cosa serve: nel percorso che la coppia segue raramente, se non mai, esiste uno spazio dedicato ai figli e strutturato sulle loro esigenze; in una separazione, indirettamente, i figli sono coinvolti ed è giusto che la loro voce possa essere ascoltata, i loro bisogni tenuti in considerazione, le loro emozioni accolte, perché anche loro possano sentirsi inclusi, ma in maniera consona al loro ruolo e alla loro età. In questo video ti racconto cosa è la CIM e perché ho deciso di specializzarmi in questo ambito, a mio parere, utilissimo alla famiglia.

7. Le emozioni della separazione

Le emozioni della separazione: una transizione famigliare come la separazione è spesso dolorosa, anche se ritenuta necessaria e lo è per tutte le persone coinvolte. Ognuna si troverà a provare emozioni forti, a volte in contrasto con quelle degli altri membri della famiglia e ad attraversare fasi diverse in diversi momenti, rischiando di alimentare il conflitto. In questo video proviamo insieme a vedere quali sono queste fasi e come affrontarle al meglio.

9. Genitori “dopo”

Genitori “dopo”: dopo una separazione, nel quotidiano, i genitori hanno spesso la sensazione di essere soli, mancando fisicamente l’altro e di non riuscire e distribuire compiti, richieste e bisogni dei figli con l’altro; la coppia coniugale ha concluso la propria strada, ma quella genitoriale può e deve proseguire con successo, forte di un obbiettivo comune agli ex coniugi, che è quello del benessere e della felicità dei propri figli. In questo video ti racconto che questo è possibile e ti do qualche suggerimento per farlo funzionare bene.

2. Comunicare la separazione ai figli

Comunicare la separazione ai figli: a distanza di anni da quando un figlio sente pronunciare le parole “ci separiamo” dai propri genitori, egli ricorderà quel momento in ogni suo aspetto, nel bene e nel male. E’ importante usare alcune parole ed indispensabile non usarne altre, concepire un vero e proprio “setting” dedicato a voi come famiglia in questo delicato momento, saper costruire un’accoglienza emotiva e personale per ciascun figlio. In questo video proverò a delineare le caratteristiche di una comunicazione che tenga conto di tutte queste caratteristiche.

4. Le famigliastre: tessere nuove relazioni familiari

Le famigliastre: tessere nuove relazioni familiari: la separazione della coppia coinvolge più o meno direttamente tutti i membri della famiglia, fino a diverse generazioni. Figli, nonni, nipoti, bisnonni si trovano a dover ridefinire il loro ruolo, spesso senza indicazioni e navigando un po’ a vista. Stessa cosa accade alle persone che, dopo la separazione, della famiglia entrano a far parte. In questo video vediamo insieme quali sono le persone e i loro ruoli e proviamo a capire come ciascuno può trovare il proprio spazio.

6. I Gruppi di Parola: cosa sono, a cosa servono

I GDP: cosa sono, a cosa servono: quando provi un’emozione, attraversi una fase della vita, affronti una transizione personale o familiare spesso hai la convinzione che nessuno possa capirti e la sensazione di essere dannatamente solo; nel GDP si può trovare uno spazio di ascolto, confronto, conforto importante, che tu sia un adulto o un bambino/ragazzo. In questo video ti racconto cosa è un GDP e perché può esserti di aiuto prendervi parte.

8. La comunicazione efficace

La comunicazione efficace: quando ci troviamo in MF per risolvere un conflitto e superarlo, alla base del percorso spesso dobbiamo imparare a parlare diversamente ed ascoltare sia noi stessi che l’altra persona: la comunicazione, infatti, è un potente mezzo di relazione e come tale va assortito, variegato, curato e saputo usare perché sia utile e non dannoso per la relazione. In questo video provo a darti qualche indicazione su come comunicare efficacemente con le parole e con il corpo.

10. Il ruolo dei nonni nella separazione

Il ruolo dei nonni nella separazione: i nonni, oggigiorno, come sempre e da sempre, sono una risorsa fondamentale per le famiglie, sempre più impegnate; in una separazione, in particolare, essi costituiscono una ricchezza per gli adulti e per i bambini, ma possono, a volte, diventare invece un grande ostacolo alla costituzione di una famiglia di tipo diverso. Allo stesso tempo è importante considerare che prima che nonni ess sono genitori e che anche le loro emozioni devono trovare uno spazio, cosicchè possano essere più sereni, per sé e per gli altri. In questo video parlo anche te, nonno o nonna, e vediamo insieme come questo sia realizzabile.

Come contattare la dott.ssa Silvia Carcasci