351.82.99.498 il numero a cui scrivere!

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sei un teen ager e hai bisogno di sfogarti, consultarti o anche solo avere una parola di conforto su una situazione che ti sta creando disagio? Scrivici!

Gengle Teen crea uno servizio dove i figli possono dare libero sfogo alle proprie emozioni – scaturite dalla separazione dei genitori, dalla morte di un genitore, dalla sua assenza – liberi dal giudizio altrui e ascoltati da professionisti.

Descrizione 
La famiglia monoparentale è oggi sempre più diffusa: le statistiche italiane parlano di un matrimonio interrotto su due, cui si sommano le famiglie con un genitore vedovo e quelle rette da ragazze madri.

In questa condizione, è l’adolescenza l’età che mette più in crisi genitori e figli.

Un figlio che viva la separazione dei genitori o la morte di un genitore viene catapultato d’improvviso in un assetto familiare del tutto nuovo: le trasformazioni emotive e relazionali che ne derivano possono bloccarlo in una sofferenza che annienta tutti gli altri aspetti della sua vita. Chi è cresciuto nell’assenza di un genitore prova un vuoto colmo di domande che non trovano risposta.

L’assenza, comunque generata, crea dubbi, incertezze, senso di impotenza, ansie che mettono in discussione la visione della vita, il modo di pensare, di comportarsi e di relazionarsi con gli altri.  Un disagio enorme spesso nascosto che fa sprofondare in una solitudine estrema, fino ad arrivare ad un passo dalla disperazione.

Parlare diventa allora una necessità fondamentale, significa poter dare libero sfogo alle proprie emozioni, consentendo di metabolizzare ed elaborare la sofferenza, fino ad innescare la capacità di andare avanti nel proprio percorso di vita.

Eppure la capacità di riuscire ad esprimersi non è affatto scontata.
I genitori soli sono talmente presi dal proprio dolore da divenire incapaci di accogliere i bisogni di ascolto e di parola dei figli. Al tempo stesso i figli non trovano il coraggio di aprirsi un varco nella corazza del genitore rimasto e hanno paura o provano vergogna a confidarsi con le altre figure di riferimento, siano essi gli insegnanti, i nonni, gli allenatori o gli amici di una vita.

Gengle Teen nasce per creare uno spazio dove i figli possano dare libero sfogo alle proprie emozioni, esprimersi, raccontare le proprie esperienze, sdrammatizzarle e condividerle, abbassando i loro livelli di paura, di rabbia e di dolore.
Uno spazio dove sia sempre possibile essere ascoltati da qualcuno che non si conosce e che non potrà giudicare e che permetta ai partecipanti di ricevere risposte.

Gengle Teen, un sostengo non terapeutico che fa leva sulla risorse intrinseche del gruppo divenendo stimolo al cambiamento.

INTERVISTA AD ANDREA SANTI

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educatore socio-relazionale che risponde al whats’App Gengle

Cosa vuol dire questo numero per degli adolescenti?
Questo sportello nasce dalla consapevolezza del profondo cambiamento del linguaggio adolescenziale, il quale si è trasformato negli ultimi anni e si sta trasformando ancora oggi da una comunicazione di tipo verbale lineare a una di tipo iconografica figurativa. Le nuove forme morfologiche (shiathi, jumpare, menarsela, bongia, ecc), le Emoticon, gli Smile e le Gif sono evidentemente un nuovo modo di comunicare e di trasmettere verso l’esterno, forse anche in maniera meno coinvolgente e carica di responsabilità, quel complesso di pensieri, paure, aspettative, proprie di ogni individuo e spesso ancora da definire, in quella fase di trasformazione e di ristrutturazione di identità rappresentato dall’adolescenza.
Se poi alla naturale trasformazione adolescenziale aggiungiamo l’evidente difficoltà da parte delle figure adulte di riferimento di calarsi nelle dinamiche e nei vissuti dei giovani come guide autorevoli, fai per mancanza di tempo in una società sempre più frenetica, fai per mancanza di supporto da parte delle strutture sociali e di adeguati strumenti di lettura del “nuovo” mondo in inafferrabile mutamento, il messaggio scritto diventa per l’adolescente uno strumento di contatto proprio del suo tempo, pratico e facile da usare, che racchiude in se una schermatura etero diretta da giudizi e critiche dal mondo esterno, offrendo maggiore leggerezza e disimpegno emotivo difronte a questioni anche profonde e cruciali di cui non si comprende ancora chiaramente l’origine e la normalità, ecco perchè credo di vitale importanza offrire una linea di ascolto di questo tipo, più famigliare nella fruizione e più vicina alla realtà degli adolescenti e del loro vissuto comunicativo quotidiano..

Chi è Andrea Santi:

Laureato in “long life Learning” presso l’UNIFI, mi impegno a far collimare con umiltà e professionalità le più recenti teorie pedagogiche con la gestione non violenta dei conflitti, fermamente convinto c he l’ascolto, l’empatia e i “perché” sono alla base di una buona relazione di sostegno e di aiuto. Avvalendomi quotidianamente del T.D.O., dell’A.D.D. (Parkour) e della meditazione come mezzi di interazione spazio-mente, cerco di accompagnare le persone attraverso un confronto generativo con i loro schemi mentali, le loro emozioni e il loro modo di leggere il mondo relazionale che le circonda.

Il progetto è stato realizzato grazie al supporto economico della Regione Toscana che ha capito profondamente quanto questo servizio possa essere importante per i ragazzi che si trovano in difficoltà.